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giovedì 14 luglio 2011

Alga tossica, pericolo cessato ma la psicosi rimane


Litorali vuoti nonostante le rassicurazioni. Ombrelloni chiusi, sdraio accatastate, parcheggi deserti. Nel fine settimana 70% di presenza in meno. E scatta l'allarme dei commercianti


di GIORGIO VAIANA
PALERMO. A guardarla, sembra una spiaggia in un giorno dei primi di giugno. Quando il sole primaverile regala sprazzi di estate ai temerari che vogliono un'abbronzatura "fuori stagione". Ombrelloni chiusi, sdraio accatastate, spazi «abbondanti». Invece siamo a metà luglio. Nel pieno della stagione estiva. Quando le spiagge dovrebbero essere piene. I parcheggi completi ed i chioschetti impegnati a distribuire bevande ghiacciate ai bagnanti. Ieri nulla di tutto questo tra Isola delle Femmine e Capaci. Parcheggi vuoti, lidi deserti. O quasi.

L'hanno definito «effetto alga tossica». Che di tossico, in realtà, ha ben poco. I livelli di concentrazione dell'«ostreopsis ovata», come si chiama l'alga in maniera scientifica, adesso sono esigui. I dati li ha forniti l'Arpa, l'agenzia regionale protezione ambiente. In acqua c'è solo una minima traccia dell'alga portata a riva dal maestrale. Livelli che non arrecano danno all'essere umano. Danni che, nella peggiore delle ipotesi, duravano 24 ore. Un fastidio alla gola ed al naso. Come racconta chi ha avuto la malaugurata sorte di «beccarsi» gli effetti dell'alga. «Ho avuto qualche linea di febbre - dice Alessandro Galante, titolare del Galante Beach a Capaci - Poi nient'altro. Ma questo perchè soffro d'asma.

I soggetti in salute non risentono di nessun effetto dell'alga che adesso non c'è più». O non c'è mai stata? Una teoria sostenuta da Mariella Domina: «L'alga non è tossica - dice - Me lo ha confermato un mio amico biologo. Qui il problema sono le polveri sottili». Michele Longo, titolare del Tropical mostra il suo stabilimento vuoto. «Un calo di presenze pazzesco - dice - Nel fine settimana abbiamo toccato il 70 percento di presenze in meno. Perdere due settimane di lavoro per noi è deleterio". C'è chi, però, non rinuncia alla tintarella. "Che dobbiamo fare? Non andiamo più a mare? - dice Roberto Terzo, nipotino al seguito - In questi giorni non ho visto nessuno accusare alcun sintomo da intossicazione». Sulla stessa lunghezza d'onda Lucia Siragusa, al mare con i suoi figli di 1 e 2 anni: «Nessun problema - dice - Penso che si tratti solo di psicosi». Gaetano Soriano lavora al Tropical. «Si è trattato di un falso allarme - dice - Qualche sintomo reale qualcuno l'ha avvertito. Ma credo sia da legare ad altri fattori». Anche alla Sirenetta la situazione è «drammatica», come racconta il titolare Orazio Di Lorenzo: "La gente è preoccupata per quello che legge, non per come stanno realmente le cose - dice - Abbiamo un calo di presenze del 50 per cento e nei fine settimana sfioriamo il 90 percento in meno. L'alga adesso si è spostata. La situazione è tornata alla normalità». Anche dall'Arpa hanno confermato il cessato allarme. I livelli di concentrazione nell'acqua sono al di sotto del limite di soglia. Ora tutti a mare

sicilian heart(CUORE SICILIANO): Sì al Bilancio, Festino in forma ridotta

sicilian heart(CUORE SICILIANO): Sì al Bilancio, Festino in forma ridotta: "PALERMO . Alla fine le manifestazioni per il Festino di Santa Rosalia, la patrona di Palermo, si svolgeranno regolarmente, sia pure in tono ..."

Sì al Bilancio, Festino in forma ridotta

PALERMO. Alla fine le manifestazioni per il Festino di Santa Rosalia, la patrona di Palermo, si svolgeranno regolarmente, sia pure in tono minore. Il carro con la Santuzza sfilerà questa sera alle 21.30 lungo il Cassaro, l'asse principale della città che dalla Cattedrale arriva fino al mare, e la folla di fedeli e turisti potrà assistere ai tradizionali giochi d'artificio. Il 'via libera' in extremis è stato possibile grazie all'approvazione del Bilancio, avvenuta ieri sera in consiglio comunale. La manovra è stata approvata, dopo una seduta cominciata 28 ore prima, con 24 sì, 14 no e un astenuto. Il budget per il Festino è stato ridotto ad appena 400 mila euro. Una manifestazione in clima d'austerità, dunque, con poche luminarie e i 24 musicisti del corteo trasportati su 12 moto ape. Oltre al carro con la "Santuzza" sfilerà anche un secondo carro con alcuni pupi siciliani, per richiamarsi alla tradizione popolare siciliana tra sacro e profano.  
Anche quest’anno, Amia garantirà servizi straordinari di pulizia nelle aree interessate dalle manifestazioni. Il turno di raccolta in tutto il centro storico, che solitamente avviene la notte, sarà anticipato alle ore 13,30.
Al termine dei festeggiamenti, squadre di Amia e di Amia Essemme opereranno durante la notte per la rapida rimozione dei rifiuti, lo svuotamento dei cestini e la pulizia delle strade, con l’ausilio di spazzatrici, innaffiatrici, motocarri, camion e pale meccaniche. 

In Sicilia è sempre allarme per gli appalti

La Corte dei Conti denuncia una continua e costante "diminuzione degli appalti aggiudicati". Per una regione come la Sicilia, afflitta da una cronica carenza di infrastrutture, non è un buon viatico. Il fenomeno appare più preoccupante alla luce di una caratteristica propria dei lavori pubblici; questi infatti rappresentano un potente e veloce stimolo all'economia. Intanto creano occupazione, diretta ed indiretta, inoltre, nello specifico siciliano, assicurano alle casse regionali un ritorno pari al 20% delle somme spese (gettito IVA), a patto ovviamente che a realizzare i lavori siano società con sede legale in Sicilia. Insomma solo se si riflette sul nostro fabbisogno insoddisfatto di infrastrutture pubbliche, sui benefici immediati per il tessuto economico e sulla esistenza di abbondanti risorse finanziarie attraverso ad esempio i fondi europei, la delusione per la caduta registrata negli ultimi anni diventa cocente.

Ma i numeri non lasciano margini al dubbio. Considerando infatti gli appalti di importo unitario superiore ai 150 mila euro, secondo la Corte dei Conti, le opere aggiudicate sono state 1.022 nel 2007, sono diminuite ad 883 nel 2008 e sono diventate 676 nel 2009. Ma non finisce qui. Come sottolinea nella sua requisitoria il Procuratore Generale d'Appello, "si pensava di avere raggiunto il minimo storico, ma nel 2010 la situazione è ulteriormente peggiorata: gli appalti aggiudicati sono risultati infatti solo 652, con gravi danni per l'imprenditoria isolana e conseguente riflesso negativo sull'occupazione". Del resto è facile cogliere gli effetti di una diminuzione del 36% delle aggiudicazioni in tre anni. In termini di posti di lavoro, il comparto delle "costruzioni" (che non è fatto comunque solo di opere pubbliche) ha registrato una flessione del 10,6% nel 2009 e di un ulteriore 9,5% nel 2010 (dati Banca d'Italia); quasi 30 mila posti in meno! Con buona pace di che vede nell'edilizia un comparto trainante dell'economia siciliana. In valori assoluti i 652 appalti aggiudicati nel 2010 movimentano poco più di 1,8 miliardi di euro. Secondo un parametro condiviso, con risorse di tale ammontare si potrebbero teoricamente attivare quasi 40 mila posti di lavoro (veri!), nell'ipotesi che tutti i sottostanti cantieri venissero attivati.

Ma il problema sta proprio qua; quando anche un appalto ha superato le forche caudine dell'aggiudicazione, restano in agguato tutta una serie di "imprevisti". Il risultato finale è che nella media si superano abbondantemente i dieci anni per portare a compimento opere pubbliche che certo non hanno la complessità della … diga di Assuan! Del resto, per restare a casa nostra, l'intera autostrada del Sole, da Roma a Milano fu realizzata in otto anni. Oggi, TAV a parte, sarebbe a dir poco un'utopia. Nel 2005, per fare un esempio concreto, sono stati aggiudicati in Sicilia 1.254 appalti; di questi soltanto il 46% risulta "terminato e collaudato" sei anni dopo! Se ci riferiamo poi agli appalti aggiudicati nel 2006, i "collaudati" rappresentano meno del 40%. Le leggi in materia si susseguono con regolarità, ma la soluzione di questo problema resta purtroppo di là da venire. Ed il piatto piange.

martedì 12 luglio 2011

Cous cous lampedusano alla cernia

cous cousDopo aver parlato del cous cous a grandi linee, eccoci qui con le ricette che la Zia ci propone.
La prima della serie è quella del “cous cous lampedusano alla cernia”.
Cosa occorre:
Per il cous cous
• 500 g di semola di grano duro
• 1/4 l di acqua salata
Per la zuppa
• 2 kg di cernie
• 1 cipolla
• 1 spicchio d'aglio
• 1 ciuffo di prezzemolo
• ½ peperoncino
• sale e alloro q.b.
Ecco come creare i tipici chicchi del cous cous. Mettete la «semola nel recipiente largo chiamato marafadda e bagnatela con acqua salata. Con le dita bagnate d’acqua manipolatela ricavando delle palline non più grandi della testa di uno spillo. Lasciatele asciugare un paio d’ore su un telo di lino, quindi mettetele in una pentola coperta con una tela bagnata e posta dentro una pentola piena d’acqua bollente per la cottura a vapore. Lasciate cuocere per novanta minuti».
Nell’attesa, preparate la zuppa. «Mettete a cuocere in abbondante acqua salata, per mezz’ora dall’ebollizione, le cernie pulite con le cipolle tagliate a larghi spicchi, uno spicchio d’aglio, prezzemolo, mezzo peperoncino piccante, un bel pomodoro maturo e sugoso. Al termine scolate il tutto al setaccio».
Adesso siete pronti per condire la semola. «Versate nella marafadda la semola cotta e conditela col passato di cernia, unite delle foglie d’alloro intere. Mescolate con molta cura». Prima di servire, la Zia ci consiglia di coprire il tutto «con un panno umido» e lasciarlo «riposare in un luogo caldo per almeno mezz’ora».
Trascorso il tempo sarà il momento di servirlo, portate «in tavola (…) anche dell’altro passato di cernia da poter aggiungere a volontà».

Il Trionfo di Santa Rosalia

Licata e PiparoQuest'anno il festinello diventa un appuntamento speciale di tre giornate dedicate alla tradizione grazie a Il Trionfo di Santa Rosalia, liberamente tratto dallo spettacolo omonimo di Salvo Licata, di e con Salvo Piparo e Costanza Licata.
Oggi, domani e giovedì, alle 22:15, (nella sera di giovedì 14 saranno offerti mellone e babbaluci) Il Trionfo di Santa Rosaliaandrà in scena al Centro Culturale polivalente Agricantus, in via XX settembre 82, a Palermo.
Il Trionfo di Rosalia di Salvo Licata è una sorta di punto di partenza, di indispensabile abbrivio da cui muoversi per incrociare l'anima vera, nera verrebbe da dire, di Palermo. Una necessaria ed eterodossa cornice, all'interno della quale inserire racconti, innestare storie e personaggi. Insomma, un canovaccio corale e plurilinguistico, sul quale Salvatore Piparo, cuntastorie postmoderno, ha innervato il suo ricco e formicolante immaginario innestandolo al virtuosismo e al canto di Costanza Licata, figlia dell'autore, ma soprattutto compagna d'arte di questo viaggio devozionale alla santuzza, intersecando al cunto tutti i temi musicali del trionfo.
Alla fine, a venire fuori è una sorta di retablo panormita, l'identikit multiplo e cangiante di una Palermo sfilacciata, da una parte ancorata a una memoria che sanguina, dall'altra dannata a un imminente oblio. Come dire, tradizione e innovazione copulano per dar vita a un nuovo trionfo che alterna i vecchi trionfisti orbi ai nuovi, a quelli di oggi, devoti ai loro succhi gastrici.
Il grande Licata chiudeva il suo omaggio a santa Rosalia con Lu ballu di li virgini, serbatoio di canti settecenteschi da cui prese spunto, attinse ispirazione. Piparo, dal canto suo, rivisita questo repertorio, alla luce dei cambiamenti, delle allarmanti metamorfosi del tessuto urbano e di quelli dell'identità cittadina, per non dire della lingua. Introducendo, a un certo punto, lo spettro di una nuova peste: ossia la mancanza di indignazione, che ci sia la mafia di mezzo o la pedofilia, poco importa. In tal modo, il cunto, che dal diritambo dei greci si è spinto sino alle scoppiettanti performance di Cuticchio e oltre, qui si fa denuncia: una masculiata della palermitanità sostanziata di moti d'animo, di scatti di risentimento, ricordi, sensazioni, emozioni, tutti quanti innescati dal Festino: dai calci del corteo alle sciarre dei bambini alle pallonate contro le saracineche pittate, il tutto poi amalgamato dai canti tradizionali del trionfo palermitano, magistralmente eseguiti da Costanza Licata, violino e voce. Parteciperanno per devozione ospiti a sorpresa, le cui epifanie si alterneranno nel corso del Trionfo.

12/07/2011 - A Santa Ninfa si inaugura il nuovo parco fotovoltaico

TRAPANI. Da discarica a parco fotovoltaico. L’area di Rampinzeri, a Santa Ninfa (Tp), diventerà un vero e proprio esempio di impianto che utilizza le energie rinnovabili. Mercoledì 13 luglio, l’inaugurazione. Il parco – realizzato da Celi Energia in collaborazione con il Comune di Santa Ninfa - costituisce il primo modulo, da un megawatt, di un progetto complessivo di 3,4 megawatt, che sarà completato entro quest’anno. 
Un’iniziativa che permetterà al Comune di valorizzare e mettere a reddito un’ area da tempo abbandonata e destinata a diventare una discarica abusiva e che  darà alla Celi la possibilità di entrare nel settore delle energie rinnovabili, cercando una risposta  alla crisi del settore delle costruzioni. 
La cerimonia di inaugurazione proseguirà al “Castello di Rampinzeri”, dove saranno presentati i futuri sviluppi dell’iniziativa.

Palazzo Steri, domani giornata dedicata a Santa Rosalia

PALERMO. Una giornata intera dedicata a Santa Rosalia, tre diverse iniziative tutte in omaggio alla patrona di Palermo. Il cortile dello Steri, la sede istituzionale dell'Ateneo di Palermo che è il cuore del festival estivo "Univercittà-Stringiamoci a coorte", si trasformerà domani in una sala di lettura dove saranno esposti decine di volumi storici dedicati alla Santuzza. Ricostruzioni, agiografie, racconti, con una ricca sezione iconografica dedicata al Festino e a Rosalia. Tra questi, un prezioso volume del XVII secolo.
La manifestazione, che comincia alle 9.30 per concludersi alle 23, è organizzata in collaborazione con la Vm agency e con l'associazione Via Roma Centro storico di Palermo. Coinvolte alcune librerie storiche della città come la libreria del Corso, la libreria Portinaio, la Work book di Massimo Spezio, la libreria Tramontana. L'obiettivo è di approfondire il
background storico-culturale del Festino, lo spessore liturgico e antropologico che contraddistingue l'evento. Alle 17.30, alla Sala delle Armi, sarà l'ora di un workshop - coordinato da Eugenio Flaccovio - che si aprirà con un intervento introduttivo sulla Santa e sul Festino. I cittadini che partecipano verranno divisi in gruppi dando vita a un laboratorio di scrittura creativa incentrato proprio sul tema di Santa Rosalia. Infine, alle 21.30 il loggiato del secondo piano risuonerà delle note del quartetto d'archi (violino I: Fabio Mirabella, violino II: Francesco Graziano, viola: Vincenzo Schembri, violoncello: Francesco Pusateri) con un programma tutto mozartiano.

Ficarazzi ed Aspra, spiagge nel degrado

Ficarazzi ed Aspra, spiagge nel degradoPALERMO. «Il panorama mozzafiato e lo splendido mare della Sicilia davanti a me, la spazzatura e il degrado dietro di me». Chissà se Immanuel Kant avrebbe sintetizzato così lo spettacolo, abbastanza deprimente, delle spiagge libere del litorale palermitano. Perché sì, l’emergenza e l’incuria non tocca solo il capoluogo dell’Isola, ma continua e avanza inesorabile anche qualche chilometro più in là, come a Ficarazzi ed Aspra, nel comune di Bagheria.
Se i turisti e i cittadini rimangono senza fiato per la vista che offre il golfo di Palermo, altrettanto succede per la quantità incredibile di spazzatura sparsa un po’ ovunque: bottiglie di vetro bruciate, cartacce, pezzi di legno buttati qua e là senza ritegno, pacchi di sigarette, frigoriferi, materassi, plastica in abbondanza, pezzi di vetro, le immancabili siringhe, canne spuntate chissà da dove e persino qualche residuo di “lanterna” utilizzato dai pescatori.
Senza contare la fognatura a pochi passi, con i liquami verdi che più verdi non si può a pochissimi passi dai bagnanti, che sono costretti a fare buon viso a cattivo gioco. Di tutto, di più, insomma. Esattamente come le altre spiagge del capoluogo, sempre più dimenticate: rifiuti, sporcizia e abbandono hanno rovinato per molto tempo i tratti di costa per la libera balneazione, da Mondello all’Arenella.
A Ficarazzi succede che in viale Europa un tratto libero di spiaggia è praticamente sommerso da canne di legno e da altri rifiuti. Un vero peccato, vista la bellezza del luogo. Un disagio che dura ormai da anni, come dice Michele Mastrosimone, che ha una villa proprio sopra la spiaggia: «A pochi passi da una baia attrezzata, e dunque privata, c’è una postazione di litorale, lungo circa 200 metri, che è invaso da tonnellate di canne – dice - una cosa vergognosa. A parte che è pubblica e dovrebbe essere usufruibile da chi non vuole andare in spiaggia privata, è un vero peccato vederla in questa condizioni ormai da tanto tempo. Speriamo che qualcuno faccia qualcosa per risolvere al più presto la situazione».
Spostandosi solo pochi, pochissimi chilometri più in avanti, c’è la spiaggia di Aspra, dove durante l’estate tantissime persone vengono a trascorrere le loro vacanze. In mezzo all’immondizia e al degrado più oscuro. Uno scempio nel vero senso della parola, con i cittadini che hanno cercato di formare un comitato apolitico per la pulizia, come spiega Giuseppe Di Paola: «Ormai è anni che vediamo tutto questo – dice – ed è un vero peccato. Più volte abbiamo protestato, ed ora abbiamo deciso che forse è meglio muoverci da soli. Speriamo nella collaborazione dell’amministrazione». Antonino Sardina e Antonella Brusca si stanno godendo il sole di Mezzogiorno, ma guardando tutto ciò che è intorno non possono far altro che dire «è una vergogna, un vero peccato». Giovanni Forte e Rosario Guarino stanno passando un giorno con la loro famiglia, come nelle più classiche domeniche di luglio: «È un posto bellissimo, ormai ci veniamo da tanti anni – dice – ed è sempre la stessa storia. Speriamo che qualcosa possa cambiare, sarebbe bello potere venire qua e vedere una spiaggia finalmente pulita e sistemata come si deve».

Estorsioni e traffico di droga A Palermo 37 in manette

PALERMO. I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo stanno eseguendo 37 fermi, emessi dalla Dda, con l'accusa di associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, alle rapine, e al traffico di stupefacenti. I destinatari del provvedimento - tra i quali figurano esponenti di vertice del mandamento di Pagliarelli e della famiglia mafiosa del Borgo Vecchio - sono anche accusati di aver favorito, a vario titolo, la latitanza dei boss Giovanni Nicchi e Filippo Annatelli.           
L'operazione scaturisce dall'indagine, denominata in codice "Hybris", che portò alla cattura di Giovanni Nicchi. Gli investigatori sono infatti riusciti a ricostruire la fitta rete logistica che garantiva la latitanza al boss, oltre agli attuali organigrammi del mandamento mafioso di Pagliarelli che tuttora rappresenta un punto nevralgico negli equilibri di Cosa Nostra. Contestualmente sono stati identificati alcuni appartenenti alla famiglia del Borgo Vecchio, collegata al mandamento di Porta Nuova, che avrebbero gestito un'attività capillare di estorsioni sul territorio. 
Le indagini, che si sono avvalse di intercettazioni video e audio, hanno accertato l'imposizione del "pizzo" ad oltre 30 imprenditori e commercianti del capoluogo, molti dei quali hanno collaborato con gli investigatori. I proventi delle estorsioni venivano poi reinvestiti nel traffico di cocaina.

lunedì 11 luglio 2011

Valle del Belice, pronti 50 milioni per la diga Garcia

Valle del Belice, pronti 50 milioni per la diga GarciaPALERMO. Un sospiro di sollievo per gli agricoltori della valle del Belice. Sono in arrivo 50 milioni di euro di fondi statali per potenziare la capienza della diga Garcia e iniziare a costruire la rete irrigua a valle dell'invaso.

Lo sblocco delle risorse, finanziate dal Cipe, Comitato interministeriale per lo sviluppo economico, è il risultato del lavoro del dipartimento Interventi Infrastrutturali dell'assessorato regionale all'Agricoltura, del pressing della commissione Attività produttive dell'Ars e dei sindaci del comprensorio. Entro l'anno dovrebbe uscire il bando e a gennaio prossimo è previsto l'inizio dei lavori. 

In particolare, quaranta milioni del Fondo irriguo nazionale 2003-2005 bloccati da circa sei anni, rischiavano di andare in perenzione, perché non utilizzati.  Adesso, serviranno per deviare le acque dal fiume Belice destro alla diga e aumentarne così la capienza dagli attuali 60 milioni di metri cubi a 80. Dieci milioni, invece, verranno utilizzati per iniziare a costruire la rete idrica a valle della diga, necessaria per irrigare circa 1300 ettari di terreno. «È un'opera utilissima - spiega Salvatore Barbagallo, direttore del dipartimento Interventi infrastrutturali - perché gli agricoltori dei Comuni del territorio belicino lamentavano di non potere sfruttare l'acqua dell'invaso, che anzi veniva usata a lunga distanza. Sono fondi del Piano irriguo 2010 e in futuro sono previsti altri 10 milioni per il completamento dell'opera». 

La diga Garcia si trova nel territorio di Monreale. Fornisce acqua a un territorio che comprende Comuni delle province di Palermo (Roccamena, Contessa Entellina, Camporeale), Trapani (Poggioreale, Salaparuta, Gibellina e Partanna) e Agrigento (Montevago, Santa Margherita di Belice, Sambuca e Menfi). 

La rete idrica rappresenterà un "toccasana" per Poggioreale, Contessa Entellina, Santa Margherita di Belice e Salaparuta. Con i rispettivi agricoltori che potranno dedicarsi ad intensificare le colture. «Siamo riusciti a far ripartire i lavori della diga, fermi da 25 anni - spiega Salvino Caputo, presidente della commissione Attività produttive -. Con questi interventi gli agricoltori non avranno più problemi di acqua». Soddisfatto anche Leonardo Salvaggio, sindaco di Poggioreale e capo del coordinamento dei sindaci del Belice: «Grazie all'impegno di tutti, si realizzerà un'opera indispensabile per l'irrigazione dei terreni».
La diga viene spesso collegata alle inchieste del giornalista Mario Francese ucciso a gennaio del '79 che, indagando sull'omicidio del colonnello Giuseppe Russo, ucciso nel '77, aveva ricollegato quel delitto alle indagini dell'ufficiale sulla diga Garcia e sugli interessi mafiosi gravitanti attorno alla sua costruzione.

Latitante romeno arrestato nel Catanese

RANDAZZO. Un latitante romeno di 29 anni, Viorel Dinu, ricercato in tutta Europa per un omicidio commesso nel novembre del 2009 a Marcheda (Spagna), durante una rapina. é stato arrestato da carabinieri della compagnia di Randazzo a Bronte, nel Catanese.    L'uomo era stato arrestato da militari dell'Arma per una rissa e sottoposto ai 'domiciliari', durante accertamenti sul suo conto hanno scoperto che era pendente nei suoi confronti un mandato di arresto internazionale emesso dall'autorità giudiziaria spagnola per omicidio e rapina.    Viorel Dinu, concluse le formalità di rito, è stato condotto nella casa circondariale di Catania Piazza Lanza, a disposizione dell'autorità giudiziaria spagnola

Alga tossica, Russo: "Situazione sotto controllo"

Alga tossica, Russo: "Situazione sotto controllo"

L'assessore regionale per la Salute tranquillizza i cittadini dopo i "fenomeni" registrati soprattutto in alcuni litorali della costa palermitana, tra cui Vergine Maria, Arenella ed il tratto di costa tra i Comuni di Isola delle Femmine e Capaci. "Attivate tutte le procedure del caso, non ci saranno problemi"


PALERMO. Rientra l'allarme alga tossica tra Isola delle Femmine e Capaci dove sono stati rimossi i divieti di balneazione. Intanto, l'assessore regionale per la Salute Massimo Russo tranquillizza i cittadini dopo i "fenomeni" registrati soprattutto in alcuni litorali della costa palermitana (Vergine Maria, Arenella ed il tratto di costa tra i Comuni di Isola delle Femmine e Capaci).   "La situazione sanitaria determinata dall'alga tossica è assolutamente sotto controllo e dagli ultimi dati pervenuti ai nostri uffici competenti si evince che il fenomeno è in netta diminuzione". 
E ancora:"Abbiamo attivato tutte le procedure previste in questi casi - continua Russo - attraverso un sistema di sorveglianza sindromica e un programma di monitoraggio ricognitivo-analitico che rientra nelle competenze dell'Arpa. Continueremo a monitorare la situazione insieme agli uffici competenti dell'assessorato regionale Territorio e Ambiente che ha convocato un tavolo tecnico regionale per la prossima settimana". L'assessorato regionale per la Salute, che ha il compito di controllare quotidianamente i report inviati dall'Arpa e di far rispettare i divieti di balneazione di competenza dei Comuni, ha provveduto a pubblicare sul sito della Regione siciliana (www.pir.regione.sicilia.it, all'indirizzo pti.regione.sicilia.it/portal/pls/portal/docs/10732691.PD F) un opuscolo informativo di facile consultazione per comprendere come identificare il fenomeno, quali precauzioni prendere e come comportarsi in caso di disturbi fisici.   

In particolare, i soggetti che hanno stazionato nei luoghi di balneazione interessati al fenomeno o nei luoghi prospicienti, possono accusare febbre, tosse, rinorrea, sensazioni di nausea, vomito o lacrimazione congiuntivale: i sintomi si presentano dopo alcune ore dall'esposizione (2-6 ore circa) e regrediscono, di norma dopo 24-48 ore, senza ulteriori complicazioni. I disturbi possono essere provocati sia da contatto diretto con l'alga che per inalazione del cosiddetto "aerosol marino". E' stato accertato che sono sufficienti spostamenti di alcune decine di metri per attenuare o eliminare del tutto i malesseri, tuttavia in caso di persistenza dei disturbi si suggerisce di consultare il proprio medico di famiglia o di recarsi nella più vicina guardia medica. La raccomandazione vale in particolare per i soggetti affetti da disturbi respiratori come l'asma o allergici.    Sul sito dell'assessorato per la Salute sono anche pubblicati alcuni numeri telefonici utili per ottenere ulteriori informazioni. 

10/07/2011 - Palermo, ritrova un libretto con 5 mila lire: oggi vale 700 mila euro

Palermo, ritrova un biglietto con 5 mila lire: oggi vale 700 mila euroPALERMO. Come Giuseppe Provenzano, il pensionato agrigentino di 71 anni, che "rischia" di incassare ben un milione e 600 mila euro, anche lui ha ritrovato, in questi giorni, per caso, un vecchio libretto postale sul quale erano state depositate, nel lontano 1961, 5 mila delle vecchie lire e adesso, almeno sulla carta, è diventato milionario. Quei pochi soldi, infatti, a distanza di 50 anni, valgono 200 mila volte tanto, e ammontano, a occhio e croce, a 700 mila euro. Una cifra assai rilevante che potrebbe cambiargli la vita.

Un autentico tesoro, non proprio a portata di mano, però. Per riscuoterli, infatti, lui, il fortunato, Nunzio Lo Iacono, 55 anni, che lavora come custode a Villa Giulia, dovrà rivolgersi al tribunale e intentare una causa civile contro Poste Italiane, per chiedere e ottenere interessi, rivalutazione monetaria e capitalizzazione della somma versata all'epoca. In sostanza, ci vorrà del tempo. «Ho scoperto per caso - racconta Lo Iacono - frugando all'interno di un vecchio baule in cantina, un libretto di risparmio che mia nonna m'intestò per farmi un regalo e che porta la data dell'8 maggio 1961. Fu aperto con l'allora Cassa di Risparmio Postale con un importo di cinquemila lire. Sono andato in via Roma, alla sede centrale delle Poste, per capire in che modo avrei potuto avere quanto mi spetta, ma nessuno ha saputo dirmi cosa fare».

A dare una risposta è l'avvocato Marco Angelozzi, del foro di Roma, esperto della materia, che assiste anche Giuseppe Provenzano ed altre persone, un'ottantina in tutta la penisola, che si trovano nella stessa situazione: «Abbiamo già formulato - spiega Angelozzi - una class action, alla quale può aderire, se vorrà, anche il signor Lo Iacono, che si pone l'obiettivo di far riconoscere alle banche e a Poste Italiane, il reale valore dei libretti. La prima udienza della causa, che avrà come controparti davanti al tribunale di Roma, il ministero delle Finanze, Bankitalia e le stesse Poste Italiane, è prevista per il 21 dicembre.

C'è, quindi, ancora tutto il tempo per presentare l'istanza. Il signor Lo Iacono, comunque - prosegue l'avvocato - dovrà preventivamente inoltrare, presso gli uffici giudiziari civili di Palermo, un'apposita richiesta, allegando fotocopia autenticata del libretto. Tuttavia - conclude - l'adesione alla class action non è l'unica strada per ottenere il riconoscimento della somma. La nuova legge, infatti, in questi casi, non prevede l'assistenza obbligatoria di un legale. È possibile, quindi, intentare un'azione personalmente, presso il tribunale di residenza». 

10/07/2011 - Lampedusa, soccorso barcone con principio di incendio a bordo: in 2000 sull'isola

Lampedusa, soccorso barcone con principio di incendio a bordo

LAMPEDUSA. Un barcone carico di migranti con il motore in avaria e un principio d'incendio a bordo è stato soccorso in nottata dalla Guardia Costiera a largo di Lampedusa.
L'equipaggio della motovedetta Cp 301 è riuscito a domare l'incendio e a far ripartire il motore per evitare il difficile trasbordo dei 299 profughi partiti dalla Libia, tra i quali 13 donne e un bambino, originari di paesi dell'Africa sub sahariana.
L'imbarcazione è giunta intorno alle 5.30 nel porto di Lampedusa; ieri sull'isola erano approdati altri 1041 immigrati sui quattro diversi barconi. 

Con l'arrivo di questa mattina all'alba di 299 profughi sono attualmente 2053 i migranti ospitati a Lampedusa. Si trovano dislocati tra la base Loran e il centro di prima accoglienza. Tra di loro vi sono 1363 uomini 176 donne e 514 minori. Due donne incinte sono stata trasportate in elisoccorso in ospedale a Palermo. La nave che dovrebbe portare gli immigrati in altri centri fuori dall'isola é ancorata in porto. I primi trasferimenti dovrebbero avvenire tra stasera e domani mattina. Un barcone con il motore in avaria e un principio d'incendio a bordo è stato soccorso in nottata dalla Guardia Costiera a largo di Lampedusa. L'equipaggio della motovedetta Cp 301 è riuscito a domare le fiamme e a far ripartire il motore per evitare il trasbordo dei 299 profughi partiti dalla Libia, tra i quali 13 donne e un bambino, originari di paesi dell'Africa sub sahariana. L'imbarcazione è giunta intorno alle 5.30 nel porto di Lampedusa.    

Ieri, nella giornata nella quale sarebbe dovuto arrivare sull'isola il premier Silvio Berlusconi, ma la visita è stata annullata, in nottata e all'alba, erano sbarcati 1041 profughi: tra questi 33 bambini e 122 donne, molte delle quali incinte. Subito sono scattate le operazioni di soccorso, con quattro motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. La prima "carretta", con 158 profughi è entrata in porto poco prima di mezzanotte. Alle 3.30 lo sbarco più consistente: 340 extracomunitari. Circa mezz'ora dopo altri 303 migranti. All'alba, infine, l'ultimo barcone con 240 profughi. 

Festino o non Festino? Il giorno della verità

rosalia11 luglio 2011 - 
Viva Palermo, viva Santa Rosalia!“, il celebre grido del Festino, rischia quest’anno di restare senza voce se stasera, a Sala delle Lapidi, il consiglio comunale non approverà il bilancio e, più precisamente, i 600.000 euro necessari per l’organizzazione, finanziati per il 30% dalla Regione.
Il vicesindaco Marianna Caronia ha parlato addirittura di ‘zona salvezza’, facendo riferimento a ciò che si spera possa succedere al calar del sole. Altrimenti, “se non dovesse essere approvato l’emendamento, sarà impossibile attuare i progetti”.
Con buona pace dei palermitaniUn colpo al cuore della fede, della memoria e del folkrore della città ma anche un impietoso scacco al turismo. Una storia che si ripete, tra l’altro, visto quanto accaduto col mancato capodanno in piazza.

Comunque, la speranza è l’ultima a morire. A BlogSicilia, infatti, il capogruppo del Pid Doriana Ribaudoha affermato che “ce la metteremo tutta affinché si giunga al voto sul bilancio quanto prima, stasera stessa. Questo è un bilancio ingessato per questo ci auguriamo una sintesi anche con le opposizioni”.
“Al momento – ha aggiunto Ribaudo – è stata prelevata anche la delibera Tarsu che se approvata potrebbe dare una boccata d’ossigeno al sociale e ci consentirebbe di trovare i 5 milioni di euro che dovremmo restituire alla Regione per Gesip senza per questo toccare i soldi per i Teatri: questo sarà però oggetto anche di una riunione di maggioranza tra segretari di partito e capigruppo che si terrà stamattina”.
Nadia Spallitta, capogruppo di Sel al Comune, tuttavia, è contraria “all’approvazione con urgenza del bilancio. Si tratta di un documento complesso che non può essere esitato in una notte – ha detto a BlogSicilia – Non conosciamo i documenti contabili delle aziende ed in poche ore non si possono affrontare tematiche di così grande rilevanza, anche in relazione al pericolo di futuro dissesto (considerata la incapienza delle casse comunali). Nella fretta poi potrebbero passare finanziamenti per progetti di svariata natura, all’insegna della necessità di salvare il “sociale” , magari sponsorizzati da esponenti i politici dei diversi schieramenti. Non vedo la reale connessione tra il Festino ed il Bilancio e credo che esistano anche altri strumenti contabili, del resto già utilizzati in passato, per consentire questa ricorrenza”.

Dati Istat sulla disoccupazione Niente di buono per la Sicilia

disoccupazione-giovanile

11 luglio 2011 - Il Mezzogiorno è sempre più nei guai. I dati Istat parlano chiaro. Nel primo trimestre 2001 la percentuale del tasso di disoccupazione è a doppia cifra in tutte le regioni meridionali.
In particolare, sono Sicilia e Campania a scontare le quote di senza lavoro più alte, raggiungendo rispettivamente i tassi del 15% e del 15,6%.
2.155.000: questa la cifra dei disoccupati in tutto il Paese, di cui ben il 50% si trova al Sud. Mentre l’Italia si spacca sempre più a metà, alla nostra Isola viene attribuita la maglia nera per l’occupazione femminile registrando un tasso del 18,1%.

“Purtroppo – dice l’assessore al Lavoro Andrea Piraino - i dati fotografano una realtà drammatica che bisogna in qualche modo riuscire a capovolgere. Sono necessarie politiche vere e di sviluppo. La Sicilia deve produrre richezza. Stiamo lavorando ad una legge per lo sviluppo, per rimettere in moto l’economia siciliana. Bisogna anche dire che, oltre alle nostre insufficenze, subiamo purtroppo le tensioni nazionali che il governo puntualmente tende a scaricare sul Sud. La Sicilia ha dei blocchi da parte del governo su una serie di finanziamenti che impediscono lo svolgersi e il svilupparsi di una serie di iniziative molto importanti per l’Isola”.
Anche la segretaria regionale della Cgil, Mariella Maggio pensa che la Sicilia è abbandonata dal governo centrale è dice: ”I dati fotografano un problema presente  in Sicilia da anni. Se da un lato il governo nazionale non crea dei progetti strutturali per il rilancio della nostra isola, dall’altro – dice la segretaria – esiste un’azione speculare dei governi regionali che si sono susseguiti negli ultimi anni in Sicilia. La situazione è ancora più grave di quella che sembra. Ricordiamo che la nostra isola è la patria degli inoccupati, ossia di tutti quei giovani e non che hanno perso le speranze nel trovare lavoro. Che il governo regionale – conclude la Maggio – metta mano ai bilanci tagliando tanti rami secchi che appesantiscono la nostra crescita economica e crei immediatamente una riforma della pubblica amministrazione. La Sicilia non ha bisogno di precariato e clientelismo, ma di risposte concrete dai suoi governanti”.

Lieve scossa di terremoto sull'Etna

terremoto11 luglio 2011 - 
Dopo l’eruzione di sabato scorso dell’Etna, che ha riversato una densa pioggia di cenere su Catania e dintorni, l’Ingv ha registrato una lieve scossa di terremoto attorno al vulcano.
Il sisma è avvenuto alle 10.53. Magnitudo: 2. Profondità: 5.8 chilometri.
L’epicentro è stato localizzato tra i Comuni di Giarre, Mascali, Milo, Piedomente Etneo, Riposto, Sant’Alfio, Santa Venerina e Zafferana Etnea.
Non si segnalano danni a persone e cose.

domenica 3 luglio 2011

frittelle di neonato

frittelle-di-neonatoIngredienti per 6 persone:
500 gr di pesce neonato (o bianchetto)
2 uova
Ciuffi di prezzemolo
Sale
Olio extravergine d’oliva
difficolta di preparazione
preparazione: tempo di preparazione 20 minuti
Come fare:
Sciacquare i pesciolini, magari usando uno scolapasta o un colino a fori grandi. Sbattere le due uova e unirvi i pesci ed il prezzemolo tritato. Rimescolare. Preparare una padella antiaderente e versare un dito d’olio. Far surriscaldare, provare a tuffare una goccia di uovo sbattuto nell’olio, appena inizia a scoppiettare vuol dire che è pronto per iniziare la frittura. Prendere il composto con un cucchiaio e versarlo nella padella. Attendere che si rapprenda e poi rigirare le frittelle. Ripetere l’operazione fino all’esaurimento del composto.
vino
Vino consigliato:
Vino secco
Etna Bianco

SARDE A BECCAFICO

sarde-a-beccaficoIngredienti per 6 persone:
12 carciofi
un mazzetto di prezzemolo
spicchi d’aglio
sale e pepe q.b.
olio extra-vergine d’oliva
difficolta di preparazione
preparazione: tempo di preparazione 1 ora e 30 minuti
Come fare:
Tagliare i carciofi dal gambo, lavarli sotto l’acqua corrente e batterli su un ripiano di marmo in modo che si aprano esia più facile condirli. Pelare e tagliare gli spicchi d’aglio. Lavare il prezzemolo e tritarlo con un coltello. Capovolgere il carciofo, tenerlo ben fermo e salare. Condire con l’aglio ed il prezzemolo tritati. Pepare a piacere e versare un filo d’olio. Ripetere l’operazione per tutti i carciofi. Preparare la brace che dovrà essere quasi spenta, non certo con il fuoco vivo, altrimenti i carciofi si carbonizzano. Sistemare i carciofi direttamente sulla brace, lasciare in cottura per circa 15 minuti.
vino
Vino consigliato:
Vino rosso fermo dal sapore intenso
Etna Rosso

spaghetti al nero di seppia

spaghetti-o%e2%80%99-niuru-de-sicciIngredienti per 4 persone:
1 kg di seppie (comprese le sacche col nero)
Sale
Olio extravergine d’oliva
350 gr di spaghetti
2 spicchi d’aglio
Pepe
250 gr di pomodoro concentrato
Ciuffi di prezzemolo
Pecorino grattugiato
Come fare:
Pulire le seppie e tagliarle a pezzi. In un tegame versare un velo d’olio, farvi imbiondire gli spicchi d’aglio schiacciati, unire poi le seppie rimescolando. Poco dopo aggiungere il prezzemolo, salare e pepare. Unire il pomodoro concentrato e diluire con 600 gr circa di acqua tiepida. Aggiustare di sale e portare a ebollizione fino a quando il sugo avrà raggiunto la densità desiderata. Cuocere a fuoco basso per circa 25 – 30 minuti.  Versare il nero contenuto nelle vescichette tenute da parte e rimescolare a fuoco spento. Cuocere la pasta in acqua salata. Scolare la pasta e unire la salsa. Spolverate un po’ di pecorino