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domenica 19 giugno 2011

Agrigento, cade dallo scooter: muore a 17 anni

Agrigento, cade dallo scooter: muore a 17 anniAGRIGENTO. Un ragazzo di 17 anni, Salvatore Pio Sorce, di Favara, è morto in un incidente stradale avvenuto all'alba lungo viale Magellano, sul litorale di San Leone. Il minore era alla guida del suo nuovo Piaggio Liberty 125 (il mezzo aveva percorso complessivamente poco più di 30 chilometri) quando, per cause ancora in corso d'accertamento da parte della polizia, ha perso il controllo. E' probabile che il giovane abbia urtato contro il marciapiede finendo poi sull'asfalto. Inutile la corsa dei soccorritori verso l'ospedale, dove Sorce è giunto quando ormai era deceduto. 
E' il secondo incidente mortale nel giro di due giorni nell'Agrigentino: venerdì sera a Licata due sorelline di 4 e dieci anni erano morte nello scontro tra la Renault Clio guidata dalla mamma, trasportata in ospedale in gravi condizioni, e una Bmw X5 con cinque giovani a bordo, che hanno riportato solo lievi ferite.

domenica 12 giugno 2011

Erice

Sorge sulla cima di un monte solitario che domina su Trapani, la vallata ed il mare. Le sue origini sono antichissime e misteriose, avvolte nella leggenda. Sulla vetta era sorto dapprima soltanto un tempio, dedicato a una divinità femminile della natura feconda. Essa fu sempre veneratissima da tutte le popolazioni del Mediterraneo e fu sua cura principale proteggere i naviganti, i quali da lontano scorgevano il fuoco che ardeva nel sacro edificio e che serviva anche da orientamento. Ben presto vi fu edificata una munitissima fortezza, contesa da fenici, greci, cartaginesi e romani. Fu distrutta dai cartaginesi nel 260 a.C. e gli abitanti furono trasportati a Trapani. ln epoca romana la vecchia fortezza ebbe scarsa importanza. Non così il tempio, che anzi fu messo a capo di una confederazione religiosa di diciassette città siciliane, difeso permanentemente da una guarnigione. Non si hanno più notizie della città e del santuario fino all'epoca araba, quando il centro riappare con il nome di Gebel Hamed. Durante la dominazione normanna e nel corso dei secoli successivi Erice compose il volto urbanistico che è giunto intatto fino a noi e che ne costituisce l'attrattiva principale. Tutta raccolta in un perimetro triangolare, è una delle cittadine più singolari della Sicilia. Le stradine acciottolate e strette, le piccole piazzette, i cortiletti fioriti, un ricco artigianato che comprende ceramica, dolci, tappeti, la rendono méta irrinunciabile di ogni escursione nel trapanese.

La Chiesa Madre sorse nel corso della prima metà del secolo XIV e fu dedicata alla Vergine Assunta. La precede un poderoso campanile isolato, coevo alla chiesa, originariamente una torre di vedetta. Alla facciata fu aggiunto nel XV secolo un portico rettangolare su quattro arcate ogivali. L'interno si presenta in un ibrido stile gotico, dovuto ad un rifacimento del 1865. Vi si conservano numerose testimonianze d'arte pittorica, scultorea e artigianale attribuite a noti artisti siciliani, quali il Laurana ed il Mancino.
Il Castello sorge sulle rovine dell'antico tempio dedicato a Venere, del quale conserva testimonianze del V - VII sec. a.C., su un'alta rupe isolata cui si accedeva anticamente per un ponte levatoio. Fu reso inespugnabile dai normanni, che lo dotarono di mura orlate di merli. Del tempio furono rinvenuti, al principio di questo secolo, alcuni rocchi di colonne e frammenti di cornice, risalenti al rifacimento romano. Più tardi, si trovarono anche i resti di un pavimento musivo. Intorno al castello si estendono i Giardini del Balio, magnifici per la disposizione a terrazza e la varietà delle piante coltivate. Prendono il nome del governatore normanno (Bajulo) che risiedeva nell'adiacente castello.  
Le Torri Medievali costituivano l'avamposto del Castello di Venere, cui erano uniti da poderose cortine murarie. Furono parzialmente ricostruite nella metà del secolo scorso per volontà del conte A. Pepoli, cui si deve anche l'edificazione della Torretta Pepoli, una manierosa costruzione in vago stile moresco.

domenica 5 giugno 2011

Pollina e Finale

Pollina e FinaleSecondo una suggestiva leggenda, il nome trarrebbe origine da Donna Polìna, una principessa normanna costretta alla classica fuitina (fuga d¿amore) per coronare l¿amore, osteggiato dai fratelli di questa, con un visir arabo. Dopo un lungo vagare, i due scelsero questi luoghi come dimora del loro amore. Un nido d¿amore, dunque, incastonato sulla costa lambita da un mare caleidoscopico. Leggenda a parte, le origini di Pollina sono di certo molto antiche, probabilmente risalgono al periodo della colonizzazione greca; forse nel sito attuale del paese si innalzava l¿Apollonia greca. Il piccolo centro, che ha placidamente attraversato la storia senza avvenimenti di rilievo, assiste, dal 1970, ad un significativo sviluppo: prima con la costruzione di un villaggio turistico sulla costa, poi con la costruzione di un teatro all¿aperto ricavato da una roccia dolomitica reso suggestivo dal colore delle pietre che sono per metà di colore rosato e per metà bianche, che gli hanno valso il nome di ¿Pietra Rosa¿. Dal belvedere poi si possono ammirare le splendide alture dei Nebrodi e delle Madonie, molti paesi circostanti e, quando il cielo è terso, la cima dell¿Etna. Il centro storico conserva ancora tutto il fascino del passato medioevale con le sue viuzze tortuose e scoscese lastricate in pietra; gli archi e le case costruite sulle rocce, che di tanto in tanto affiorano dai muri e che si mostrano orgogliose al turista. Si consiglia anche una visita alle vicine Gole di Tiberio: gole scavate dal fiume Pollina dal paesaggio davvero suggestivo e di grande interesse naturalistico. La vicina Finale (dal latino Finalis Statio) si sviluppa come sbocco commerciale marittimo del marchesato dei Ventimiglia, con l¿area dei depositi retrostante alla torre di guardia, la residenza nobiliare e le piccole abitazioni poste tra questi due poli. Una delle più belle testimonianze storiche di Finale è proprio la Torre saracena che sovrasta la scogliera da cui spicca il cosiddetto Scoglio grande. Intorno alla Torre si adagia una terrazza sul mare che saprà regalarvi una suggestiva panoramica che spazia da Cefalù a Capo d¿Orlando. Approfittando, poi, di buone strutture ricettive, qui potrete rilassarvi dedicandovi alla pesca dalle scogliere cesellate da un mare che potrete solcare con piccole imbarcazioni e motoscafi per lo sci nautico; campo perfetto per gli amanti del windsurf.

Capo Bianco e Eraclea Minoa

Capo Bianco e Eraclea Minoa Situati all'inizio di Capo Bianco, i resti della città greca di Eraclea Minoa occupano un luogo magnifico sul bordo di una collina solitaria sul mare. Ai suoi piedi, la costa apre nella lunga e bianchissima spiaggia di Capo Bianco, coronata da una bella pineta. Minoa venne fondata nel VI secolo a. C. dai coloni greci di Selinunte. Il nome però venne completato da Eraclea soltanto in età greca. La città fu citata ripetutamente da Erodoto come colonia selinuntina, a proposito della spedizione spartana di Dorieo in Sicilia, dopo il cui fallimento Eurileone occupò la città verso la fine del VI sec. a.C. In quel periodo si colloca anche il successo agrigentino su Minoa che dovette cedere il suo potere ad Akragas (Agrigento) per tutto il V secolo a.C. Tra il 488 e il 473 a.C., Terone, tiranno di Siracusa, avrebbe ritrovato qui la tomba del re cretese Minosse. Il tiranno comunque, restituì subito le sue ossa ai Cretesi. Dal 465 al 473 la città fu occupata dai mercenari siracusani e in seguito liberata dagli Agrigentini e dagli stessi Siracusani. Nel V sec. a.C., scoppiata la guerra tra Cartaginesi e Greci in Sicilia, Minoa fu presa dai Cartaginesi che vi installarono una base militare, prima della caduta definitiva di Akragas nel 406 a.C. Nel 277 fu strappata ai Cartaginesi da Pirro e conquistata successivamente dai Romani nel III secolo a.C. Nel I secolo d.C. la città, ormai teatro di guerre, era completamente disabitata. Gli scavi iniziarono soltanto nel 1950 portando subito alla luce i resti di antiche abitazioni costruite con mattoni crudi, ricoperte ancora oggi da frammenti di mosaico. Particolare rilievo ha il teatro, sistemato in una cavità della collinetta, che però appare in cattivo stato di conservazione perché costruito con una pietra molto friabile. Un piccolo antiquarium riunisce oggetti provenienti in massima parte dalla necropoli. Si conserva in buono stato, invece, la torre circolare e quella quadrangolare cui è legato un tratto della cinta muraria della zona Nord-Orientale. Prima di giungere agli scavi, incontrerete le bianche dune di marna (una miscela di argilla e calcare pulita dai fenomeni di erosione)modellate dal vento che ricamano la parete a chiusura del capo a Est e che emergono da un mare ricco anche nei fondali: habitat incontaminati per molte specie di molluschi e di piccoli pesci che solcano beati immense distese di Posidonia oceanica.

Sciacca

SciaccaBianca e adagiata sul fianco del Monte Kronio, a picco sul mare, Sciacca ha un aspetto arabeggiante. È nell'840, infatti, che fu conquistata dagli Arabi e che da questi trasformata in un importante centro agricolo. Araba, dicevamo, così com'è araba anche l'origine del suo nome che deriva da as-Saqah, cioè 'fessura', per via delle caverne presenti nel vicino Monte Kronion da cui scaturiscono vapori caldi, che hanno contribuito, e che contribuiscono ancora oggi, a rendere questo luogo una rinomata stazione termale. Però Sciacca è posto di mare! E a Sciacca tutte le strade portano al mare. Qualunque ingresso lungo le strade principali che si diramano dal centro cittadino ha infatti uno sbocco a mare, in una rada o in una suggestiva caletta. Dirigendoci a Est, in prossimità della città, accessibile anche a piedi, il primo lido che incontriamo è quello dello Stazzone, caratterizzato da un arenile sabbioso e da un mare costellato di scogli. Poco più oltre, si incontrano i lidi della Tonnara e della Foggia dagli splendidi fondali sabbiosi. Seguendo la vecchia strada per Menfi eccoci in località San Marco, Renella e Maragani: tutte zone caratterizzate da piccole e grandi insenature, sabbiose e rocciose, considerate paradisi per i bagnanti e per i sub. Qui il mare è pescosissimo sia che desideriate andare giù con pinne, fucile ed occhiali, o che scegliate di lasciarvi cullare dalle onde sonnecchiando in barca con la canna da pesca tra le mani. Mare limpido e ugualmente ricco di fauna, poi, è quello che a Ovest bagna le spiagge di Sovareto, di San Giorgio, di Timpi Russi e Macauda. Se poi amate immergervi anche d'inverno vi consigliamo di immergervi nel magnifico Carnevale di Sciacca: fin dalla sua nascita, un'occasione di festa durante la quale tutti assumevano ruoli diversi da quelli abituali mentre accanto a bellissimi carri allegorici scorrevano per le strade fiumi di vino e di pietanze tipiche. Oggi, questo Carnevale ha recuperato la sua antica tradizione e a questa ha associato l'utilizzo di moderne tecnologie: ai carri trainati da animali si sono sostituite imponenti strutture semoventi e animate. Satira politica e di costume qui si mescolano insieme in una girandola di suoni e colori culminante nella maschera di Peppinappa. Questa è una festa che non ha nulla da invidiare alle altre manifestazioni che nello stesso periodo si svolgono in tutta Italia, e i saccensi ne sono gelosi e orgogliosi.

Taormina Arte 2011

Taormina Arte 2011Dall'11 al 18 giugno il Taormina Filmfest e il 25 giugno la cerimonia di consegna dei Nastri D'Argento. Per quanto riguarda le opere sarà il "coraggio" il tema al centro delle due opere che saranno allestite quest'anno al Teatro Antico di Taormina. Tra queste il verdiano Nabucco (5, 9 e 13 agosto), opera inaugurale prescelta per onorare il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia e l'Aida (7, 10 e 12 agosto). Torna anche la grande danza con l'American Ballet Theatre, nel raffinato George Balanchine Gala (17 agosto).

giovedì 2 giugno 2011

Contro il nucleare e il legittimo impedimento, unisciti a noi, fai sentire la tua voce!

Dopo aver raccolto oltre due milioni di firme quando nessuno ci credeva, l'Italia dei valori è ora impegnata nella campagna referendaria lanciata da piazza Navona, a Roma, lo scorso 19 marzo, e alla quale hanno partecipato migliaia di cittadini, esponenti del mondo del lavoro, dell'università, della cultura. Tutti uniti a sostegno dei referendum su nucleare, legittimo impedimento e acqua, che si svolgeranno il 12 e 13 giugno prossimi.
La battaglia è ancora tutta da vincere: raggiungere il quorum non sarà facile. Per questo bisogna convincere gli italiani a recarsi alle urne, anche se il governo - come ha già fatto non concedendo l'accorpamento referendum/ballottaggio il 29 maggio, proverà a ostacolarci in tutti i modi e cercherà di mandare gli italiani al mare. C'è quindi bisogno dell'aiuto di tutti, e tutti possono fare molto. Può servire anche solo parlare con gli amici, i familiari, i colleghi di lavoro e dire loro che il nucleare è un incubo dal quale altri Paesi vogliono uscire, è un'energia obsoleta, costosa e soprattutto pericolosa, come dimostra l'emergenza che sta interessando il Giappone; che il legittimo impedimento è un quesito che, se vinto, spazzerebbe via Silvio Berlusconi e porterebbe al ripristino delle regole democratiche che in Italia sono del tutto saltate per le leggi ad personam volute dal presidente del Consiglio per non farsi processare; che l'acqua deve rimanere pubblica e a beneficio di tutti, perché non è lecito speculare su una risorsa indispensabile alla vita.
Per questo e per altre mille buone ragioni bisogna lavorare insieme per portare tutti gli italiani alle urne, consapevoli che il referendum è l'unico strumento che permette ai cittadini di cambiare davvero le cose.
È un'occasione che non possiamo perdere, e a breve non ne avremo altre! Se sei per lo sviluppo delle energie rinnovabili, per un futuro più pulito, più sicuro e senza nucleare; se sei per un'Italia dove la giustizia è (davvero) uguale per tutti; per un Paese libero da chi amministra lo Stato come fosse l'azionista di maggioranza di una S.p.a., fai sentire la tua voce! Unisciti a noi in questa grande battaglia di civiltà.

domenica 29 maggio 2011

sicilian heart(CUORE SICILIANO): Fontane Bianche e Siracusa

sicilian heart(CUORE SICILIANO): Fontane Bianche e Siracusa: "Fontane Bianche, che rappresenta oggi il luogo ideale per una vacanza riposante dove si ritrovano i propri ritmi naturali lontano dalla cao..."

Fontane Bianche e Siracusa


Fontane Bianche, che rappresenta oggi il luogo ideale per una vacanza riposante dove si ritrovano i propri ritmi naturali lontano dalla caotica realtà di tutti i giorni, offre ampie scogliere dalle quali immergersi alla scoperta del mondo sottomarino, e splendide spiagge libere dove poter giocare o prendere il sole, o magari attendere fino a tardi per un affascinante bagno di mezzanotte. E dopo un susseguirsi di calette, spiagge di sabbia finissima e alte falesie, il nostro viaggio continua verso la vicina Cava Grande del Cassibile: un canyon naturale che scorre dagli Iblei alla costa. La cava, grazie alla sua particolare bellezza e alla elevata presenza di svariate grotte, alcune delle quali costellate da sorgenti d"acqua dolce, costituisce oggi una Riserva protetta ricca di un fascino tutto naturale. Ma la vicinanza a Siracusa fa sì che sia imperdibile una vista alla città che ha avuto ed ha un ruolo di primo piano nel Mediterraneo, anche, e soprattutto, attraverso il recupero e la valorizzazione dei segni del passato. Che non è solo Magna Grecia, ma anche architetture sveve e barocche, liberty e moderne. Un fermento di rinascita percorre Ortigia, la parte più antica dell"insediamento urbano, lì dove popoli preistorici si insediarono ben prima dei Greci. Sull"isoletta si passeggia pian piano, a piedi, col naso all"insù per ammirare le volute di pietra e i balconi di ferro battuto dei palazzi barocchi, ma lasciando vagare lo sguardo anche sul mare, che s"apre alla vista di quando in quando, scintillante come uno specchio. Si visitano il castello Maniace e il miqwe ebraico (vasche per bagni di purificazione) più antico d"Europa e si sosta presso la fonte Aretusa, che secondo la leggenda altro non è che una ninfa trasformata in fonte per sfuggire a un pretendente troppo focoso. Si fa pure il bagno, approfittando delle scalette che dai bastioni discendono fino alla superficie del mare e si prende il sole, comodamente sdraiati sui solarium protesi sul mare. Da Ortigia si parte, con i gozzi in legno, per andare a visitare le grotte della penisola della Maddalena, la cui estremità da qualche tempo è sottoposta ai vincoli dell"Area Marina Protetta del Plemmirio, dove si possono fare immersioni subacquee e snorkelling alla scoperta di fondali splendidi. E poco fuori le mura di Ortigia la Neapoli, con l"imponente teatro greco che ogni anno ospita rappresentazioni classiche, festival e spettacoli di musica e danza, l"ara di Ierone, le latomie con ilfamoso "Orecchio di Dionisio"

sicilian heart(CUORE SICILIANO): Aci Trezza e la Riviera dei Ciclopi

sicilian heart(CUORE SICILIANO): Aci Trezza e la Riviera dei Ciclopi: "Innamoratosi della splendida contrada poco distante da Catania, nel 1672, Don Stefano della Casa Reggio, Principe di Campofiorito,acquistò u..."

Aci Trezza e la Riviera dei Ciclopi

Aci trezzaInnamoratosi della splendida contrada poco distante da Catania, nel 1672, Don Stefano della Casa Reggio, Principe di Campofiorito,acquistò un feudo che si estendeva dal bosco di Aci sino alla spiaggetta antistante i faraglioni. Il principe si dà subito da fare affinché su questo incantevole luogo nasca un vero e proprio paese. E oggi quel nucleo di pescatori è proprio qui, immutato nel fascino che stregò quel nobile signore più di trecento anni fa. Luogo che attira ogni anno molti turisti da tutta Europa, per le spiaggette selvagge di rocce, di sabbia grossa e ciotoli che si sposano ad un mare pulito e cristallino, che gioca con le infinite sfumature del verde e del blu più intenso, in un carosello continuo di rifrazioni e di richiami alla natura circostante.
L'antico borgo marinaro di Aci Trezza è conosciuto più suggestivamente anche come Riviera dei Ciclopi. Il nome si rifà all'episodio narrato nell'ODISSEA in cui Ulisse, catturato da Polifemo, riesce a scappare dopo averlo accecato. Polifemo, ormai cieco, scaglia contro la nave dell'eroe greco tre massi, quelli che il Verga ne I MALAVOGLIA chiama Faraglioni, e altrimenti noti come Scogli dei Ciclopi. Oggi tutta l'area costituisce una bellissima Riserva Naturale Orientata e un'Area Marina Protetta nella quale trovano dimora diverse specie animali, alcune delle quali endemiche (Lacerta) e presenti solo sullo scoglio più grande, detto Isola Lachea. Oltre Lachea, si ricordano la Longa, il Faraglione grande, quello di Mezzo e il Faraglione Piccolo e, posti come briciole fra questi ultimi due, gli Scogli du Zu' Ianu (cioè Scogli di Zio Iano) rispettivamente chiamati du Zu' Ianu di terra e du Zu' Ianu di fora (di fuori), detti così a seconda di dove si metteva a pescare con la sua barchetta un certo Sebastiano Greco agli inizi del secolo scorso. Oggi, affollatissima di giovani, Aci Trezza si trasforma di notte in una grande giostra di colori, luci, musica e tanto, tanto cibo prelibato. Si trovano locali per tutti i gusti, dalle paninerie e birrerie, ai bar, ristoranti, trattorie e disco pub, dalle gelaterie e pizzerie a tanto altro. Dopo una notte trezzese piena e divertente, per chi avesse ancora voglia di attardarsi fuori, il mercato del pesce è l'ultimo spettacolo prima di andare a letto, se si eccettua la visione del sorgere del sole da dietro i suggestivi faraglioni: uno spettacolo unico al mondo.

Taormina e Giardini Naxos

Taormina e Giardini NaxosProvenendo da Messina, dopo Letojanni, cittadina con spiagge splendide frequentate da moltissimi turisti, si arriva in una zona rivierasca tra le più belle e famose del mondo. Ecco Taormina Mare con Spisone, Mazzarò, Capo Sant'Andrea, Capo Taormina. Roccia, ghiaia e sabbia sono incorniciate dalla tipica vegetazione mediterranea, mentre ampie insenature si susseguono disegnando curve che modellano la riviera.

sicilian heart(CUORE SICILIANO): Lampedusa: un po' di geografia...un isola verament...

sicilian heart(CUORE SICILIANO): Lampedusa: un po' di geografia...un isola verament...: "L'isola dista 61 km dalla costa tunisina e 116 km da quella italiana; estendendosi su circa 20 km quadrati ha un perimetro di 18 miglia, u..."

Lampedusa: un po' di geografia...un isola veramente stupenda!


L'isola dista 61 km dalla costa tunisina e 116 km da quella italiana; estendendosi su circa 20 km quadrati ha un perimetro di 18 miglia, una lunghezza di 15 km, una larghezza di 3,5 km, e raggiunge un'altezza massima di 133 metri, con il monte Albero Sole. Con le isole minori, Linosa e Lampione, costituisce l'arcipelago delle Pelagie, le antiche Pelaghie, o "isole d'alto mare", schegge di terra africana espulse dal Mediterraneo. Lampedusa si presenta come un piatto tavolato piuttosto arido. L'isola, di natura calcarea, è poggiata su una piattaforma che, fino alla costa tunisina non supera i 100 metri di profondità. Essendo scarse le acque sorgive, sovente, ci si serve dei dissalatori, per risparmiare le riserve idriche.  Tutta la bellezza delle acque cristalline compensa il paesaggio essenziale, nei fondali si può ammirare una fauna di tipo tropicale. con pesci che, nel Mediterraneo, costituiscono una vera e propria rarità; oltre a cernie e sgombri, si annoverano pesci pappagallo e pesci balestra. Per i subacquei il periodo più propizio per ammirare questi esemplari è quando l'acqua è limpida e i pesci non rifuggono il contatto con l'uomo. L'isola conta 5015 abitanti detti "lampedusani".

LE ISOLE PELAGIE COMPRENDONO LAMPEDUSA E LINOSA!

LINOSA!
L'isola geologicamente è strutturata in modo diverso da Lampedusa. I suoi tre crateri Monte Rosso, Monte Nero e Monte Vulcano, sono testimoni della sua origine vulcanica e sono sparsi sui 5,5 km quadrati di superficie. La conformazione geografica dell'isola è estremamente varia: coste basse, una sola spiaggia ben riparata dai venti, pianori interni e molti tratti al di sotto del livello del mare. Si crede che Linosa e Pantelleria possano essere collegate, a 50 metri di profondità, da una antica colata lavica. Linosa possiede dei fondali molto profondi, 300 metri circa a poca distanza dalla costa, ed il suo mare è particolarmente pescoso, mentre il terreno, privo di acque sorgive, risulta ricoperto da una fitta e varia vegetazione mediterranea. Le tartarughe Caretta-Caretta hanno scelto le sue spiaggette, per depositarvi le uova, e gli uccelli migratori sovente vi fanno sosta. Talvolta, a mare, si avvistano anche i barracuda ed il trigone Dasyatis, che misura 2 metri per 3 metri. Questa isoletta dipende dalla provincia di Agrigento e conta 457 abitanti (linosiani); dista da Porto Empedocle 71 miglia e 23 da Lampedusa. È un'isola minuscola, ma di estremo fascino che, alla vista, appare evidenziata dai colori vulcanici e dalla policromia delle sue caratteristiche case. All'arrivo i turisti rimangono colpiti soprattutto dalle finestre e porte pitturate in tonalità accese che creano un ambiente quasi messicano. I linosiani sono molto gentili verso i turisti e cercano di far trascorrere loro una vacanza indimenticabile, tra la semplicità dei costumi e le squisitezze della loro tavola, senza dimenticare la possibilità di godere di un mare veramente cristallino.

Favignana

La maggiore delle isole Egadi, è anche quella dotata delle migliori strutture ricettive. Il piccolo paese, tutto raccolto intorno al porto, conserva ancora qualche costruzione di un certo valore, come la palazzina dei Florio e alcune chiesette barocche. Il suo nome è indissolubilmente legato alla mattanza. Qui si trova infatti la più grande tonnara del Mediterraneo, la quale, decisiva per l'economia isolana per diversi secoli, è oggi in fase di ripresa. Interamente percorribile in bicicletta senza difficoltà essendo piuttosto pianeggiante I'isola è costituita in buona parte da roccia tufacea, usata per le costruzioni da tempo immemorabile. Lungo i viottoli si aprono profonde cave, in parte scavate dall'uomo, in parte causate da sprofondamenti della roccia friabile, circondate e ricoperte da bassi cespugli. Le sue coste ricche di anfratti,calette e grotte, sono lambite da un mare turchese e limpido dagli splendidi riflessi.   Le località balneari più conosciute dell'isola sono le spiagge di Cala Azzurra e Lido Burrone e le cale rocciose di Cala Rossa e Cala del bue marino. Queste ultime sono ricche di pietra di tufo ed è possibile addentrarsi negli anfratti scavati nelle cave. 

Levanzo

E' una piccola isola con una superficie di appena   10 km quadrati e forse anche in questo consiste il suo  fascino. I primi insediamenti umani risalgono al paleolitico, com'è testimoniato dai graffiti che si possono ammirare nella Grotta del Genovese. Questa splendida grotta è stata scoperta casualmente nel 1949 da Francesca Minellono, pittrice fioretina alla ricerca di paesaggi per le sue tele.  Le incisioni , risalenti a 15.000 anni fa raffigurano cervi, equini, bovini, tonni, delfini e figure umane, ricordano quelli spagnoli di Altamura.  Molti tesori archeologici che risalgono alle guerre puniche sono stati ritrovati anche nel mare che circonda l'isola. Levanzo si offre, specie nei mesi di giugno e settembre,  con semplicità al turismo   "essenziale" , a coloro che amano il suo splendido mare e la tranquillità.

sicilian heart(CUORE SICILIANO): Marettimo

sicilian heart(CUORE SICILIANO): Marettimo: "Marettimo, la più lontana dalla costa siciliana, è forse proprio per questo la più incontaminata, ma anche la più diversa. Montuosa, a diffe..."

Marettimo

Marettimo, la più lontana dalla costa siciliana, è forse proprio per questo la più incontaminata, ma anche la più diversa. Montuosa, a differenza delle altre due, nasconde nelle viscere delle sue grotte sorgenti d'acqua dolce ed è ricoperta di una spontanea ed incredibile vegetazione, rigogliosa ed in parte costituita da piante rarissime ed uniche. Nel minuscolo paese bianco si può alloggiare nelle case dei pescatori, dai quali si può anche affittare una barca per compiere il periplo dell'isola, l'escursione in assoluto più interessante (ciò vale anche per le altre isole), poiché consente di scoprire facilmente le bellezze più inaccessibili della costa, fra le quali, soprattutto, le grotte. Tra queste meritano un accenno quella del Cammello, della Bombarda e del Presepe, dai colori stupendi e ineguagliabili.

Le Isole Egadi

Questo piccolo arcipelago si sviluppa nel mare antistante Trapani  e Marsala, è formato de tre isole più grandi come Favignana, Levanzo e Marettimo e l'isolotto di Formica. Le isole Egadi, situate vicino alla costa siciliana, offrono ai visitatori un viaggio basato sulla semplicità, semplicità ascrivibile alla serenità e alla pace della campagna trapanese. Le Egadi possono essere raggiunte facilmente tramite traghetti o aliscafi (20 min. per raggiungere Favignana tramite aliscafo, un ora per raggiungere Marettimo). Tra le strutture ricettive possiamo citare: hotel per i turisti più esigenti, bed&breakfast e appartamenti privati in affitto oltre a camping. Le isole denotano personalità differenti, Favignana è alquanto confortevole "formato famiglia", Levanzo è dotata di un fascino particolare, denotato dal suo leggero minimalismo e Marettimo è consigliata ai turisti che amano il trekking. Queste tre isole sono connesse da una soddisfacente concordanza con la natura mediterranea.